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Ricercati, possibilmente morti!

Non sono affatto simpatici e goffi come i batteri a cui ci aveva abituato "Siamo fatti così" i 12 microrganismi individuati dall'OMS come emergenza sanitaria. Si tratta infatti degli organismi più resistenti, tra i loro simili, alla nostra arma di difesa più potente: gli antibiotici. Il problema non è nuovo alla comunità scientifica ma è un fenomeno in continuo aumento che mette ormai a dura prova anche farmaci considerati l'ultima speranza nei casi più difficili. Purtroppo diversi di questi batteri  possono aver a che fare con gli alimenti.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha redatto una lista di quelli che considera essere i microrganismi nemici numero uno della nostra specie. Si tratta di microrganismi che, negli ultimi anni evolvendo anche grazie a noi, hanno sviluppato una innata resistenza ad alcuni dei più potenti antibiotici in uso oppure l'hanno acquisita da loro simili.

Il problema non è affatto nuovo tanto che questi organismi possono già vantare il nome sensazionalistico si super bugs (super batteri), ma ha assunto in questi ultimi anni proporzioni sempre più grandi tanto da portare l'OMS a definirlo la “più grande minaccia alla salute umana” oggi esistente.

Secondo le stime di agenzie internazionali, la resistenza agli antibiotici potrebbe causare anche 10 milioni di morti entro il 2050.

PERCHE' i batteri sono resistenti ?

I batteri sono sicuramente tra le creature più affascinanti presenti sulla terra, anche chi non possiede particolari nozioni scientifiche non può che stupirsi di fronte alla loro adattabilità e capacità di crescita. Questi due aspetti non sono affatto scollegati: quando la popolazione batterica aumenta di numero e supera il milione di individui la possibilità che si sviluppi qualche mutazione diventa subito molto probabile. La maggior parte delle mutazioni non porteranno esiti significativi o porteranno alla morte dell'individuo (allo stesso modo dei gravi difetti genetici negli esseri umani), ma alcune saranno vantaggiose. Potrebbero migliorare la sua resistenza a fattori ambientali negativi e quindi portarlo a crescere più facilmente dei suoi simili, le possibilità di adattamento sono virtualmente illimitate.

Ancora più significativa è una loro abilità nota solo agli esperti: la possibilità di scambiare materiale genetico con i simili ma anche al di fuori della loro specie. Attraverso delle strutture primitive ma efficienti i miglioramenti genetici che un individuo ha "scoperto" possono passare ad un altro individuo della sua specie o di un'altra rendendolo ugualmente "favorito". Questo è l'elemento che ha avuto più peso nello sviluppo delle antibiotico resistenze, pensate ad un essere umano che potesse avere a disposizione le caratteristiche genetiche di tutti gli altri membri della sua specie o di altre!

Grazie a questa abilità speciale e alla velocità di proliferazione e quindi di sviluppo di mutazioni di cui godono, i batteri hanno diverse possibilità per evitare l'azione tossica degli antibiotici:

  • possono produrre sostanze che inattivano gli antibiotici rendendoli innocui
  • possono sviluppare involucri meno permeabili all'antibiotico che non potendo entrare nella cellula batterica diviene poco o per niente utile
  • possono subire delle modifiche nella struttura di ciò che l'antibiotico colpisce e quindi l'antibiotico può non trovare più il suo bersaglio
  • possono sviluppare sistemi di trasporto attivi con cui respingere all'esterno l'antibiotico che entra
  • possono sviluppare vie metaboliche con cui distruggere l'antibiotico

Il fatto però che un batterio sviluppi una mutazione che lo rende resistente è però dovuto anche ad alcuni fattori comportamentali. Infatti perchè la mutazione risulti utile al batterio e quindi lo aiuti a svilupparsi meglio dei suoi "fratelli" che non l'hanno, l'ambiente deve presentare una certa concentrazione costante di antibiotico altrimenti la mutazione non darà nessun vantaggio sui batteri normali. Un uso eccessivo e improprio degli antibiotici accelera la comparsa e la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. I batteri sensibili muoiono quando entrano in contatto con gli antibiotici lasciando il campo libero ai batteri resistenti che sopravvivono e continuano a moltiplicarsi. A quel punto i batteri resistenti  possono trasmettersi e causare infezioni anche in altre persone che non hanno fatto uso di antibiotici.

  • Un antibiotico viene usato in modo improprio quando non serve: nella maggior parte dei casi raffreddore e influenza sono causati da virus, ovvero da microrganismi contro i quali gli antibiotici NON sono efficaci: in questi casi l’uso di antibiotici non porta a nessun miglioramento.
  • Un antibiotico viene usato in modo improprio anche quando viene usato in modo non corretto, cioè accorciando la durata del trattamento, riducendo la dose, non osservando la posologia corretta: in questo caso la quantità di farmaco presente nell’organismo sarà insufficiente per combattere efficacemente i batteri, che sopravvivono e possono così sviluppare resistenza.
  • Vi sono inoltre luoghi dove i farmaci vengono usati in grandi quantità abitualmente: ospedali e allevamenti di animali. Qui i batteri possono quindi entrare facilmente in contatto con gli antibiotici (soprattutto se non vengono seguite le indicazioni di comportamento nel loro uso) e sviluppare resistenza.

Purtroppo è stato già trovato un batterio resistente a tutti gli antibiotici noti. Si tratta di un batterio Escherichia Coli trovato nelle urine di una 49enne della Pennsylvania con sintomi da infezione del tratto urinario. Il microrganismo è resistente persino alla colistina, un antibiotico usato come ultimo presidio per debellarlo.

Nel video sottostante vedete come, ad alcuni ceppi batterici, siano stati sufficienti solo 11 giorni per riuscire a resistere ad una concentrazione fino a 1000 volte quella normalmente necessaria ad ucciderli!

usato in modo improprio anche quando viene usato in modo non corretto, cioè accorciando la durata del trattamento, riducendo la dose, non osservando la posologia corretta (ad esempio prendendolo una volta al giorno e non 2 o 3 volte come prescritto): in questo caso la quantità di farmaco presente nell’organismo sarà insufficiente per combattere efficacemente i batteri, che sopravvivono e possono così sviluppare resistenza. - See more at: http://ecdc.europa.eu/it/eaad/antibiotics-get-informed/factsheets/Pages/general-public.aspx#sthash.VvqoJcxc.dpuf

QUALI SONO I CAMPIONI DI RESISTENZA?

La lista dell'OMS è stata redatta in collaborazione con la divisione malattie infettive della'Università di Tubinga, in Germania. Divide i batteri resistenti in 3 gruppi secondo la gravità del fenomeno e quindi la priorità necessaria nella ricerca di soluzioni alternative. Come si può vedere dalle descrizioni dei microrganismi, diversi hanno a che fare con il cibo o con le condizioni igieniche in cui viene prodotto.

 

GRUPPO BATTERIO CARATTERISTICHE

PRIORITA'

MASSIMA

Acinetobacter Sono presenti nell'acqua e nel suolo, sulla cute umana e animale come commensali e sulla spugna della cucina. Occasionalmente possono essere la causa di infezioni urinarie o di infezioni respiratorie nei pazienti immunocompromessi.
Pseudomonas Si trovano nel terreno e nelle acque ma anche sulle piante. Producono pigmenti che stimolano la risposta infiammatoria e provocano danno ai tessuti (infezioni osteoarticolari, otite esterna, polmonite)
Enterobacteriaceae (Proteus, Serratia, E. Coli) Un numero ampio di batteri, il cui habitat naturale è costituito dall'intestino dell'uomo e di altri animali. Le enterobacteriacee sono responsabili di varie manifestazioni infettive, con trasmissione anche attraverso il cibo (febbri enteriche quali tifo e paratifo, gastroenteriti o enteriti, infezioni extra-intestinali quasi sempre causate da alcuni tipi di Escherichia coli).

PRIORITA'

MEDIA

Enterococcus faecium Presenti nel tratto intestinale e a trasmissione oro-fecale. Infezioni cliniche importanti causate da Enterococcus comprendono: infezioni del tratto urinario, batteriemia, endocarditi batteriche, diverticoliti, e meningiti.
Staphylococcus aureus È un batterio normalmente presente a livello della cute, della mucosa della porzione anteriore del naso e della faringe nella maggioranza dei soggetti adulti. La produzione di esotossine fa si che possano determinare intossicazioni a vari livelli, tra cui quelle alimentari.
Helicobacter pylori Habitat ideale è il muco gastrico situato nello stomaco umano. La maggior parte delle persone ne è portatrice, può produrre sostanze che causano danni alle cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite e ulcera.
Campylobacter spp Può essere trovato su carni di pollame e uova (è comune negli allevamenti). La trasmissione nell'uomo è dovuta all'ingestione di alimenti infetti e provoca una condizione patologica nota come campylobatteriosi, caratterizzata da: diarrea, febbre, nausea, crampi addominali e brividi di freddo.
Salmonella I bacilli del genere Salmonella sono presenti nell'ambiente, nel suolo e nelle acque, e possono essere riscontrate come parassiti nell'intestino degli animali e dell'uomo. Le salmonellosi sono le forme più comuni di malattia da salmonelle e si manifestano come infezioni localizzate a carico dell'intestino (tossinfezioni alimentari).
Neisseria gonorrhoeae Viene trasmesso generalmente per via sessuale, è causa di gravi uretriti con fuoriuscita di materiale purulento. Nelle donne l'infezione è spesso asintomatica.
PRIORITA' NORMALE Streptococcus pneumoniae Si può trovare nel tratto respiratorio e nelle cavità nasali di persone sane, in soggetti sensibili (bambini e anziani) invece può essere causa di infezione. E' il maggiore responsabile delle polmoniti e meningiti contratte in comunità.
Haemophilus influenzae E' responsabile di un gran numero di infezioni invasive e localizzate. Generalmente non crea problemi all'ospite, ma è un opportunista che emerge come sovrainfezione spesso.
Shigella E' una delle principali cause di gastroenteriti con diarrea nel mondo. Generalmente si trasmette ai suoi ospiti per ingestione. A seconda dello stato di salute dell'ospite la dose infettante può essere anche meno di un centinaio di batteri.

Nonostante il problema sia sicuramente serio non è senza via d'uscita. In primis è necessario un maggior investimento nella ricerca medica e farmaceutica per trovare nuove sostanze efficaci e per sfruttare al meglio e stimolare le nostre naturali difese immunitarie. In secondo luogo è importante usare in maniera responsabile gli antibiotici evitando di fare i medici di se stessi e assumendoli senza alcun controllo medico (e quindi spesso senza effettiva necessità). Ultimo ma non ultimo l'argomento vaccini, ultimamente oggetto di molte infondate polemiche soprattutto su internet ma di certo strumento di prevenzione inarrivabile contro l'insorgenza di alcune gravi patologie.

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