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Paese che vai, formazione che trovi (quarta parte)

Quarta ed ultima parte del viaggio alla scoperta delle diverse modalità di formazione degli alimentaristi nelle varie regioni italiane. Avevamo iniziato il discorso con questo articolo , lo avevamo continuato in questo articolo e in questo articolo. Oggi ci occupiamo delle ultime 5 regioni: Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto.

TOSCANA

Riferimenti normativi:

  • Deliberazione G.R.T. n. 1031 del 14.09.99
  • L.R. n. 24, 12 maggio 2003, “Norme in materia di personale addetto all’industria alimentare”
  • Delibera Giunta Regione Toscana n. 559, 21 luglio 2008 (Indirizzi in materia di formazione degli alimentaristi – Revoca della DGR 1388/2004), Legge Regionale 12 maggio 2003 , (Norme in materia di personale addetto all’industria alimentare) attuazione art. 2 (Formazione e controlli)
  • Prot. AOO.GRT/0317509 del 28/11/2008 Nota esplicativa in merito alla Delibera Giunta Regione Toscana n. 559, 21 luglio 2008 (Indirizzi in materia di formazione degli alimentaristi Revoca della DGR 1388/2004)

In Toscana la Legge regionale 12 maggio 2003, n. 24 ha stabilito che gli alimentaristi non sono tenuti ad acquisire il libretto di idoneità sanitaria, e ha rimandato al Piano regionale di sorveglianza su alimenti e bevande per la verifica dell’effettivo rispetto delle regole di igiene alimentare, in particolare per il controllo sulla formazione effettuata dai responsabili e dagli addetti delle imprese alimentari. La legge prevede comunque che il libretto venga rilasciato a chi esercita l’attività in Regioni dove è richiesto.

In sintesi:

Destinatari

Nell’ambito della produzione primaria, come espressamente previsto dal Reg.CE 852/04, gli operatori del settore alimentare che allevano, raccolgono o cacciano animali; producono prodotti primari di origine animale; producono o raccolgono prodotti vegetali; produttori primari di latte crudo, devono, se del caso, adottare misure adeguate per assicurare che il personale addetto alla manipolazione dei prodotti alimentari
segua una formazione sui rischi sanitari. Nell’ambito della produzione primaria, i contenuti formativi si limitano a consentire le conoscenze di base della tracciabilità e delle norme igienico-sanitarie relative alla filiera produttiva interessata. La diffusione di tali contenuti, può essere effettuata con modalità e strumenti di carattere informativo e formativo, più flessibili rispetto a quanto previsto per le imprese alimentari diverse dalla produzione primaria. Si parla infatti genericamente di seminari, incontri, proiezioni video ed anche campagne di formazione/informazione promosse dalle organizzazioni professionali o da altri organismi competenti.

I principi stabiliti dalla DGR 559/2008 si applicano anche alle imprese alimentari del settore della pesca; i contenuti formativi devono tenere conto dell’attività propria di tale ambito per consentire la conoscenza specifica, come espressamente previsto dalle apposite Linee guida sui prodotti della pesca e sui molluschi bivalvi, sancite con apposite intese Stato /Regioni.

I soggetti che, nelle imprese alimentari, si occupano di produzione e/o somministrazione di alimenti privi di glutine, integrano il percorso formativo previsto dalla deliberazione di Giunta Regione Toscana n. 559/2008 frequentando il corso di formazione in materia di celiachia, appositamente previsto dalla deliberazione di Giunta Regione n. 1036/2005. L’obbligo della formazione ricade sul datore di lavoro e comunque la mancata o inadeguata formazione dei lavoratori non deve costituire titolo ostativo all’assunzione.

Per personale addetto alla sola distribuzione di alimenti l’obbligo formativo si intende assolto tramite la partecipazione preventiva ad un incontro di addestramento della durata di due ore sulle tematiche di cui alla terza unità formativa (conservazione alimenti, approvvigionamento materie prime, igiene ambientale e igiene personale) tenuto dal titolare dell’attività o dal responsabile del piano di autocontrollo purché debitamente formato ed aggiornato,

Il rimanente personale addetto alle attività di cucina, compresi i Titolari e i Responsabili dei Piani di autocontrollo devono aver preventivamente partecipato ai corsi di formazione per almeno due unità formative (U.F. I e III) della durata complessiva di otto ore. 

Per coloro che effettuano la promozione dei prodotti presso supermercati, centri commerciali o altre manifestazioni, per conto delle aziende produttrici, l’obbligo formativo si intende assolto tramite la partecipazione preventiva ad un incontro di addestramento della durata di due ore sulle tematiche di cui alla terza unità formativa (conservazione alimenti, approvvigionamento materie prime, igiene ambientale e igiene personale). Rientrano in tale tipologia anche i soci delle Associazioni culturali, sportive, ricreative e di pubblica assistenza che svolgono saltuariamente e a titolo di volontariato, attività alimentari semplici nei circoli delle stesse Associazioni (es. ARCI, Misericordie, ecc.), come pure nelle Associazioni di carattere storico legate alla tradizione locale
Per coloro che effettuano attività agrituristica, in conformità a quanto disposto dalla L.R. 30 del 23/06/03 e suo regolamento di esecuzione DPCRT 46/R del 03/08/04, se si limitano alla preparazione e somministrazione di colazioni, la formazione del personale addetto alla distribuzione si intende assolta tramite la partecipazione al corso di formazione base di 8 ore (I e III U.F.); per il Responsabile sarà necessario partecipare al corso base di 12 ore (I, II e III U.F.). Se nell’ambito dell’attività agrituristica viene effettuata attività di preparazione e degustazione pietanze, preparazione e somministrazione pasti, preparazione conserve, la formazione del Responsabile dovrà essere di 16 ore, prevedendo la partecipazione anche alla IV U.F.; a tale modulo dovrà anche partecipare l’addetto alle operazioni di manipolazione complessa (cuoco, operatore addetto alla produzione di conserve, ecc) portando a 12 il numero di ore di formazione base .
I soggetti che, in qualche modo, entrano in diretto contatto con il ciclo produttivo, occupandosi ad esempio della pulizia e/o sanificazione di strumenti e superfici direttamente in contatto con gli alimenti, devono essere formati (percorso formativo per addetti con mansione di tipo semplice: U.F. I e III della durata complessiva di otto ore). I soggetti che, nelle imprese alimentari, effettuano esclusivamente le pulizie e che non entrano, neppure sporadicamente, in diretto contatto con gli alimenti, non sono obbligati alla formazione destinata agli alimentaristi (esempio pulizia pavimenti, bagni, finestre).

Per il personale con contratti atipici o stagionali è opportuno che l’obbligo sia già stato assolto e documentato al momento dell’assunzione.
Per il personale assunto con contratti della durata inferiore a 30 giorni la formazione può essere sostituita con l’addestramento della durata di 4 ore (documentato) effettuato dal responsabile del piano di autocontrollo o dal datore di lavoro se riveste il ruolo di responsabile dell’autocontrollo. Per tale addestramento, oltre alla tradizionale modalità di apprendimento attivo, possono essere utilizzati appropriati supporti informatici e multimediali, con la presenza effettiva (di persona o in audio/videoconferenza) del responsabile dell’impresa alimentare o responsabile dell’autocontrollo, o suo sostituto, purché debitamente formati. I contenuti e le caratteristiche dei corsi effettuati tramite supporti informatici e multimediali, devono possedere le stesse caratteristiche metodologiche ritenute idonee ai fini della formazione.
Per il personale dipendente da agenzie di lavoro temporaneo che esercita l’attività presso l’impresa alimentare per un periodo superiore a 30 giorni per anno, l’obbligo formativo deve essere assolto preventivamente avendo partecipato ai corsi di formazione per almeno due unità formative (U.F. I e III) della durata complessiva di otto ore.

 

Tipologie di corso e modalità di svolgimento

Il numero di ore complessivo dei corsi ed il programma formativo si deve articolare in modo differenziato in relazione alla tipologia di mansione svolta dall'alimentarista. Una ulteriore differenziazione è prevista nel caso i corsi si rivolgano ai titolari di imprese alimentari e/o responsabili dei piani di autocontrollo oppure agli addetti delle imprese alimentari.
I corsi si articolano in unità formative della durata minima di 4 ore.
La I e la II unità formativa (U.F.) hanno carattere prevalentemente teorico e devono prevedere la trattazione dei seguenti argomenti:
I unità formativa: di base, comune a tutti: a) Rischi e pericoli alimentari: chimici, fisici, microbiologici e loro prevenzione; b) Metodi di autocontrollo e principi del sistema HACCP; c) Obblighi e responsabilità dell'industria alimentare.
II unità formativa: riservata ai titolari e ai responsabili dei piani di autocontrollo: a) Le principali parti costitutive di un piano di autocontrollo;
b) Identificazione dei punti critici, loro monitoraggio e misure correttive; c) Le procedure di controllo delocalizzate e le GMP.
La III e IV U.F. devono rivestire carattere più pratico ed essere attinenti alla mansione, oltre che finalizzate, anche attraverso sistemi di apprendimento attivo, all'acquisizione di corretti comportamenti in ambito igienico-sanitario:

III unità formativa: di base, comune a tutti:  a) conservazione alimenti; b) approvvigionamento materie prime; c) pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature; d) igiene personale.

IV unità formativa: riservata ai titolari e ai responsabili dei piani di autocontrollo e agli addetti alla produzione e preparazione di alimenti:
a) Individuazione e controllo dei rischi specifici nelle principali fasi del processo produttivo delle singole tipologie di attività. 

A titolo esplicativo si riporta nella seguente tabella l'articolazione dei Corsi in relazione alla titolarità aziendale, alla tipologia di attività e alla mansione:

fonte tabella: Giunta regionale Regione Toscana,  Delibera 21.07.2008, n. 559 - Indirizzi in materia di formazione degli alimentaristi - Revoca della DGR 1388/2004.
fonte tabella: Giunta regionale Regione Toscana, Delibera 21.07.2008, n. 559 - Indirizzi in materia di formazione degli alimentaristi - Revoca della DGR 1388/2004.

L’aggiornamento deve avere cadenza almeno quinquennale.
Gli operatori del settore alimentare ed i responsabili del piano di autocontrollo da loro delegati frequentano, con cadenza almeno quinquennale, un corso di aggiornamento composto da due unità formative, per un totale di 8 ore; la scelta delle unità formative da frequentare è liberamente operata dagli stessi, in relazione alle esigenze formative individuali.
Gli addetti frequentano, con cadenza almeno quinquennale, un corso composto da una unità formativa, per un totale di 4 ore; la scelta dell’unità formativa da frequentare è individuata dal titolare dell’impresa alimentare o dal responsabile del piano di autocontrollo in relazione al fabbisogno formativo accertato.

I corsi per alimentaristi possono essere svolti da:

  • Agenzie formative accreditate dalla Regione Toscana che abbiano ottenuto il riconoscimento dei corsi da parte della Provincia (vedi sito: http://www. informolavoro.it).
  • Le Associazioni di categoria (industria, artigianato, esercenti,ecc.) possono, per i propri associati, organizzare corsi avvalendosi di Agenzie Formative.
  • Le singole imprese del settore alimentare con propria struttura organizzativa interna, per la formazione rivolta esclusivamente al proprio personale dipendente, nel rispetto della deliberazione di Giunta Regionale n. 559, 21 luglio 2008.

 

Esenzioni

  • i soggetti laureati di 1° o 2° livello in medicina e chirurgia, medicina veterinaria, scienze delle produzioni animali, scienze agrarie, scienze forestali e ambientali, farmacia, chimica, scienze biologiche, biotecnologie, scienze e tecnologie alimentari, dietistica, tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, tecniche erboristiche, economia e ingegneria della qualità;
  • soggetti laureati in discipline riconosciute equipollenti e documentate;
  • i periti agrari e gli agrotecnici;
  • i soggetti diplomati della scuola alberghiera che abbiano documentato nel curriculum di studi lo svolgimento di programmi specifici in materia di analisi del rischio e di autocontrollo;
  • i soggetti che hanno frequentato con profitto i corsi di formazione (abilitanti al CAA/REC) istituiti ai sensi dell’art.5 della L.114/98 e disciplinati con deliberazione della Giunta regionale n. 866 del 7/08/2000.

I soggetti che pur operando nelle imprese alimentari, rivestono stabilmente ed esclusivamente mansioni che non implicano lo svolgimento, neppure sporadico o temporaneo, di attività di produzione, manipolazione, somministrazione, confezionamento, deposito, trasporto di alimenti, e che in sostanza non entrano in diretto contatto con gli alimenti, ma si limitano a svolgere funzioni che non implicano alcun rischio di carattere igienico-sanitario, non sono obbligati alla formazione destinata agli alimentaristi.
A titolo esemplificativo si citano alcune figure esentate dalla formazione: addetti alla vendita di caramelle confezionate e articoli simili (tabaccai); addetti alla manutenzione; personale addetto al solo servizio di cassa; trasportatori di alimenti confezionati non deperibili; addetti alla sola vendita di prodotti confezionati non deperibili quali vino ed olio; titolari e responsabili delle imprese alimentari, che non svolgono il ruolo di responsabile dell’autocontrollo e che non partecipano alle attività alimentari comprese nello stesso piano.

I soggetti esentati dalla formazione base, sono tenuti all’aggiornamento, ad eccezione di coloro che già osservano gli obblighi di formazione periodica in materia, quali ad esempio quelli previsti per legge per il mantenimento dei ruoli professionali di settore (es lauree sanitarie con obbligo di frequenza corsi con riconoscimento crediti ECM).

 

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Applicabile

TRENTINO ALTO ADIGE

Riferimenti normativi:

  • Trento delibera della Giunta provinciale 21 giugno 2002, n.1401 197 - Direttiva in ordine alle norme concernenti il libretto di idoneità sanitaria per il personale adetto alla preparazione produzione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari.  
  • Trento: Deliberazione della Giunta Provinciale 1 febbraio 2008, n. 158 - Approvazione del «Piano della sicurezza alimentare per gli anni 2008-2010 della Provincia Autonoma di Trento (Regolamento (CE) n. 882/04, articolo 41)»
  • Bolzano: legge provinciale 13 gennaio 1992, n. 1 - Norme sull'esercizio delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica e medicina legale
  • Bolzano: Delibera 13 maggio 2014, n. 542 - Programmi di formazione per gli addetti alla manipolazione degli alimenti

La Provincia autonoma di Trento, con la , ha sospeso temporaneamente, dal 1 luglio 2002, le procedure per il rilascio o il rinnovo del libretto di idoneità sanitaria per alimentaristi.
Nella Provincia autonoma di Bolzano la Legge provinciale 13 gennaio 1992, n. 1, integrata dall’art. 42 della Legge provinciale 11 agosto 1998, n. 9, ha sospeso temporaneamente il rilascio e il rinnovo del libretto di idoneità sanitaria e ha attribuito al medico igienista di distretto il compito di valutare, per la profilassi della malattie infettive diffusive, e «in luogo del rinnovo del libretto di idoneità sanitaria», le misure adottate nell’ambito dell’autocontrollo dal responsabile dell’industria alimentare relativamente all’igiene del personale.

In sintesi:

Provincia di Trento

In virtù della Deliberazione della Giunta Provinciale 1 febbraio 2008 n. 158, l’individuazione dei fabbisogni formativi per gli addetti al settore delle imprese alimentari spetta al responsabile di ogni singola impresa, il quale prevede nel proprio piano di autocontrollo i criteri e le modalità per la programmazione della formazione in base ai rischi ed alla complessità dei processi produttivi e di lavorazione/preparazione/ vendita/somministrazione degli alimenti. Inoltre con la delibera n. 159/2008 viene stabilita l'abrogazione della delibera n. 384/2003 con la quale erano state definite le linee di indirizzo ed i criteri per i programmi di formazione di base nonché la successiva frequenza a corsi di aggiornamento. A seguito della cessazione di efficacia della delibera 384, pertanto, non sono più codificati i criteri per la formazione ed è, quindi, compito degli operatori del settore alimentare garantire questo requisito individuando, in base al tipo di attività svolta, un coerente programma di formazione facente parte del piano di autocontrollo HACCP.

 

Provincia di Bolzano

Destinatari

Personale addetto alle seguenti attività:

  • categoria A - produzione e preparazione di alimenti facilmente deperibili, produzione e preparazione di alimenti destinati ad una alimentazione particolare, produzione di pasti per scuole, ospedali e strutture assistenziali
  • categoria B - somministrazione di alimenti, produzione e preparazione di alimenti non facilmente deperibili, trasporto e vendita di alimenti che richiedono particolari temperature di conservazione

Per il personale che non rientra nelle precedenti categorie e per gli addetti alla produzione primaria non sono previsti obblighi fi formazione, fermo restando quelli di istruzione appropriata (senza necessità di tenuta documentale).

 

Tipologie di corso e modalità di svolgimento

Non vengono fornite indicazioni sulla durata della formazione. La formazione deve essere svolta per la prima volta al momento dell’assunzione, anche in caso di personale stagionale e aiutante, prevedendo per gli addetti e le addette alla manipolazione degli alimenti un’informazione mirata sugli aspetti igienici specifici del relativo posto di lavoro, con particolare riferimento ai provvedimenti e controlli interni all’azienda, e sulle possibili conseguenze derivanti dal proprio comportamento sul prodotto.

In caso di modifica degli specifici rischi aziendali in materia d’igiene, di entrata in vigore di nuove disposizioni e di manchevolezze andrebbero svolti opportuni aggiornamenti formativi.

 

Esenzioni

Il personale in possesso di adeguata formazione professionale è esonerato dalla formazione iniziale, mentre è suggerito l’aggiornamento professionale continuo.

Come formazione professionale vengono in ogni caso riconosciuti i seguenti titoli di studio e profili professionali: Laurea in medicina e chirurgia; Laurea in medicina veterinaria; Laurea in biologia; Laurea in scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana; Laurea in alimentazione e ambiente, Laurea in biotecnologie; Laurea in chimica; Laurea in farmacia; Lauree in scienze e tecnologie agrarie ed agroalimentari; Laurea in scienze e tecnologie agrozootecniche ovvero le corrispondenti lauree dal vecchio ordinamento, ovvero i titoli di studio per legge equipollenti a quelli indicati nonché l’iscrizione nell’albo professionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati; Laurea nei settori delle scienze agrarie e forestali; Diploma di maestro o di lavorante quale panettiere/panettiera, pasticciere/ pasticciera, macellaio/macellaia, produttore/produttrice di gelato, cuoco/cuoca, cameriere/ cameriera, commesso/ commessa, magazziniere/ magazziniera, droghista, assistente al laboratorio, assistente farmaceutico e commerciale, diploma di scuola alberghiera; diploma di scuola superiore per l’agricoltura; diploma di scuola professionale per l’agricoltura, l’economia domestica e agroalimentare o di scuola professionale per panificatori e pasticceri, cuochi e camerieri; Operatore/operatrice nell’industria alimentare; Operatore/operatrice in tecnologia alimentare; Operatore/operatrice agroalimentare; Tecnico/Tecnica della trasformazione agroalimentare; Casaro/Casara (addetto/addetta alla lavorazione del latte); Diploma di una scuola professionale per il commercio.La formazione equipollente, ai sensi della presente deliberazione, già acquisita, anche fuori provincia, è in ogni caso riconosciuta.

 

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Applicabile

Umbria

Riferimenti normativi:

  • Deliberazione Giuta Regionale Umbria n. 1849 del 22 dicembre 2008 - integrazioni e modifiche alla D.G.R. 93/2008 (Linee guida per la formazione del personale addetto alle imprese alimentari ai sensi dei regolamenti CE 852 e 853/2004, revisione D.G.R. 246/2001 e D.D. 1915/2003)

In sintesi:

Destinatari

I responsabili  delle industrie alimentari devono assicurare idonea formazione del personale che opera all’interno della propria impresa alimentare. All'interno della categoria di addetto alimentarista viene individuato l'insieme dei lavoratori che operano nella produzione primaria,  in aziende dove non vi è manipolazione diretta dell'alimento e dove l'alimento non richiede particolari temperature di conservazione. Tali addetti sono a titolo di esempio: tabaccherie – erboristerie – farmacie   e   parafarmacie – drogherie – punti   vendita   di integratori  alimentari  quali  palestre – vendita  e  deposito  all’ingrosso  di prodotti  non  deperibili e  confezionati – aziende  di  trasporto  di  prodotti confezionati non deperibili – ortofrutta – rivendita di mangimi – etc.

Questi addetti godono di semplificazioni su durata e tempi di aggiornamento della formazione.

 

Tipologie di corso e modalità di svolgimento

  • formazione di base: la cui durata minima è di 12 ore. La durata della  formazione di  base è ridotta a 4 ore esclusivamente per gli addetti che godono di semplificazione;
  • formazione per l’aggiornamento la cui durata minima è 6 ore. La durata della formazione di aggiornamento è ridotta a 4 ore esclusivamente per gli addetti che godono di semplificazione;

La periodicità dell'aggiornamento è fissata in 3 anni eccetto per gli addetti che godono di semplificazione per i quali può svolgersi in 5 anni

Il  personale  neoassunto,  qualora  non  già  adeguatamente  formato,  entro  6  mesi dall’assunzione stessa, deve frequentare un corso di formazione.
La formazione del personale che opera nell’impresa alimentare può avvenire  mediante  Corsi preventivamente  validati    dalla  Regione  Umbria tramite  apposita  Commissione  e secondo  una  specifica  procedura individuata dalla Regione stessa.

 

Esenzioni

Non esplicitate

 

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Applicabile

VALLE D'AOSTA

Riferimenti normativi:

  • Deliberazione Giunta Regionale 22 novembre 2004, n. 4197 - Allegato n. 1 - Linee guida per l'individuazione dei criteri per la formazione igienico-sanitaria degli addetti alle imprese alimentari.

In sintesi:

Destinatari

Tutti gli addetti di imprese del settore alimentare.

 

Tipologie di corso e modalità di svolgimento

  •  primo livello: responsabili dell'industria alimentare e/o della qualità all'interno di un'azienda, nonché personale con responsabilità di sorveglianza, gestione di settore del processo produttivo (cuochi, personale operante in cucina, personale addetto alle lavorazioni delle carni, del pesce, dei prodotti caseari, degli ovoprodotti, della pasta fresca, della gelateria, addetti alla gastronomia, produzione e vendita, pasticceri, pizzaioli, panificatori ecc.). Per tale personale deve essere previsto un corso teorico-pratico della durata minima di 8 ore.
  • secondo livello: personale che assolve incarichi meramente esecutivi. A titolo di esempio: addetti alla vendita prodotti alimentari deperibili, addetti alla somministrazione presso attività di bar, fast food, personale di sala presso attività di ristorazione, mungitori, ecc. Per tale personale deve essere previsto un corso teorico-pratico della durata minima di 4 ore.

La validità dell’attestato di formazione è di tre anni. La formazione permanente è comunque obbligatoria ogni qualvolta lo richiedano significative innovazioni produttive o tecnologiche.

I corsi di formazione possono essere organizzati periodicamente dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, oppure possono essere, inoltre, organizzati da strutture abilitate alla formazione professionale o da altri soggetti, quali ad esempio associazioni di categoria, società o studi professionali specializzati in materia, ai quali il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione e il Servizio di Igiene degli Alimenti di origine animale, del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda U.S.L. della Valle d’Aosta potranno fornire, se richiesta, adeguata collaborazione.

 

Esenzioni

Sono esclusi dall’obbligo formativo, sostitutivo del libretto di idoneità sanitaria, gli addetti che non manipolano direttamente i prodotti alimentari, quali gli addetti al trasporto di alimenti non deperibili e confezionati, gli addetti alla vendita di frutta e verdura, i lavapiatti, i tabaccai, i farmacisti, gli insegnanti che assistono la ristorazione scolastica, il personale degli asili e scuole materne che non manipola alimenti. Il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL della Valle d’Aosta può escludere dall’obbligo formativo altre categorie di addetti del settore alimentare, qualora questi non manipolino direttamente i prodotti alimentari.

Gli addetti alle sagre e feste paesane e popolari, in cui si effettua preparazione e somministrazione in loco di alimenti, sono esclusi dall’obbligo del possesso dell’attestato di formazione, in funzione dell’occasionalità e temporaneità dell’evento, ad eccezione di un responsabile appositamente identificato per ogni Associazione o Ente che esercita tali attività nell’ambito della manifestazione.

 

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Applicabile

veneto

 

Riferimenti normativi:

  • Legge regionale 19 dicembre 2003, n. 41 - Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - collegato alla legge finanziaria 2003 in materia di prevenzione, sanità, servizi sociali e sicurezza pubblica
  • Deliberazione della giunta regionale n. 2898 del 28 dicembre 2012 - Adempimenti in materia di formazione, addestramento e aggiornamento del personale delle imprese alimentari. L.R. 41/2003, art. 1.
  • Legge regionale 19 marzo 2013 n.2 - Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario

In sintesi:

La legge regionale 19 marzo 2013, n. 2, pubblicata sul BUR n. 27 del 22 marzo 2013, ed in vigore dal 23 marzo 2013, ha introdotto alcune importanti modifiche all’ordinamento in materia di formazione del personale addetto alla manipolazione degli alimenti. La norma, all’art. 5, affida direttamente al datore di lavoro (OSA), il ruolo di impartire la formazione, anche avvalendosi di altre soluzioni individuate nell’ambito della vigente normativa. Pertanto, con l’entrata in vigore della legge regionale 2/2013, le regole previste dalla DGR 2898/2012 perdono il proprio carattere prescrittivo.

La conseguenza diretta dell’entrata in vigore della legge 2/2013 è rappresentata dal fatto che il datore di lavoro decide autonomamente, ad esempio:

  • le modalità della formazione (in aula, in azienda, a distanza, per iscritto, a voce, con verifiche o senza, ecc.);
  • i contenuti minimi;
  • la durata;
  • l’eventuale necessità di un rinnovo, in assenza di variazioni del ciclo produttivo;
  • i requisiti del docente (nel caso in cui decida di affidare ad altri il ruolo di formatore);
  • le modalità di attestazione/registrazione della formazione.
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