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Allergeni: precisazioni dall'Europa

Di allergeni abbiamo già parlato per quanto riguarda l'formazione obbligatoria che gli operatori del settore alimentare devono fornire ai loro clienti (questo articolo) e di come comportarsi quando ad essere allergico è nostro figlio (questo articolo). Sono però giunte nel frattempo alcune precisazioni dall'Europa tramite la "Comunicazione della Commissione del 13/07/2017 riguardante la fornitura di informazioni su sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze figuranti nell'allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011". Analizziamo brevemente di cosa si tratta.

QUALI PRECISAZIONI?

Le precisazioni riguardano:

  1. L'elenco degli allergeni
  2. Le modalità di fornitura di informazioni sugli allergeni in relazione agli alimenti preimballati (in alcune possibili situazioni)
  3. Informazioni sugli allergeni nel caso degli alimenti non preimballati
  4. Aggiornamento dell’allegato II

Le precisazioni si rendono necessarie per le autorità di controllo e per gli operatori del settore in quanto come sappiamo le informazioni sugli allergeni devono essere sempre fornite al consumatore/cliente a prescindere dalla tipologia di cibo venduto/somministrato (preimballato, preincartato o sfuso che sia).

ElENCO DEGLI ALLERGENI

L'allegato II del regolamento 1169 presenta l'elenco degli allergeni da indicare se presenti nelle proprie preparazioni o prodotti. E' una delle parti del regolamento soggetta a revisione in quanto terrà conto dell'evolversi dei fenomeni di allergia nella popolazione (emergere di nuovi allergeni rilevanti) e del progresso delle conoscenze scientifiche sull'argomento. Al momento la Comunicazione tiene a precisare che:

  • l’elenco dei «cereali» di cui all’allegato II, punto 1 è da ritenersi esaustivo
  • il termine «uova» figurante nell’allegato II, punto 3, si riferisce alle uova prodotte da tutti i volatili d’allevamento,
  • il termine «latte» di cui all’allegato II, punto 7, si riferisce al latte secreto dalla ghiandola mammaria di animali di allevamento,
  • l’elenco di cui all’allegato II, punto 8, relativo alla «frutta a guscio» è da ritenersi esaustivo,

L'allegato da indicazione poi anche sui prodotti derivati da ritenersi inclusi nell'obbligo o esclusi da esso, la comunicazione precisa che i microrganismi coltivati su un substrato che costituisce un ingrediente alimentare figurante nell’allegato II non dovranno essere considerati prodotti derivati da detti substrati.

MODALITA' DI FORNITURA DELLE INFORMAZIONI

Al secondo punto la comunicazione prende in considerazione le modalità con cui deve essere fornita l'informazione sugli allergeni. In particolare si distingue a seconda della tipologia delle informazioni eventualmente già presenti.

 

E' presente un elenco degli ingredienti, in tal caso:

  • Cereali presenti nell'allegato II, devono essere indicati con chiaro riferimento al cereale presente (aceto di malto d’orzo, fiocchi d’avena)
  • Se vi è presenza di spelta o khorasan o casi analoghi è necessario fare riferimento al cereale specifico (in questo caso grano) isolato o in correlazione con l'ingrediente (es. grano oppure grano spelta)
  • E' anche possibile aggiungere, su base volontaria, la parola glutine ad es. farina di grano (glutine)
  • Nel caso in cui il glutine sia aggiunto in quanto tale come ingrediente è necessario indicare il cereale da cui proviene
  • Se un prodotto contenente cereali figuranti nell'allegato II rispetta le prescrizioni di cui al regolamento 828/2014 (vedi questo articolo) potranno essere utilizzate le diciture previste ma comunque andrà menzionato il cereale.
  • Vanno indicati chiaramente anche ingredienti e coadiuvanti tecnici derivati da sostanze indicate nell'allegato II es. aromi (mandorle)

Evidenziare gli ingredienti può essere fatto utilizzando una certa flessibilità permessa dal regolamento: dimensioni, stile o colore di

sfondo, è però importante al fine di non generare confusione e per conformarsi correttamente alle indicazioni del regolamento tenere presente quanto segue:

  1. se l'ingrediente è composto da più parole è sufficiente evidenziare solamente la parola che definisce la sostanza (latte in polvere)
  2. quanto detto vale anche per gli ingredienti composti, ovvero ad esempio in un panino con maionese la parola uova, ingrediente della maionese, deve essere evidenziata.

 

Non è presente un elenco degli ingredienti, in tal caso:

  • E' necessario utilizzare il termine contiene seguito dalla sostanza di cui all'allegato II
  • Se la sostanza per la quale non è richiesto elenco degli ingredienti viene utilizzata come ingrediente di altro prodotto nell'elenco degli ingredienti dovrà figurare evidenziato, ad esempio usando il vino come ingrediente di altro prodotto nell'elenco ingredienti andrà indicato "vino (contiene solfiti)"

 

Se più ingredienti o coadiuvanti provengono dalla stessa sostanza presente nell'allegato II allora la provenienza potrà essere indicata con un richiamo unico alla sostanza formulato in maniera chiara e soprattutto sempre in stretta correlazione spaziale con la lista degli ingredienti. Ad esempio potrebbe essere un (1) o un * dopo gli ingredienti interessati e alla fine della lista potrebbe essere chiarito che (1) o * significa derivati da sostanza dell'all. II (il nome della sostanza di cui all'all. II dovrà essere evidenziato)

 

Dove il nome di commercializzazione faccia chiaro riferimento alla presenza della sostanza di cui all'all. II (ad es. formaggio o crema che fanno chiaro riferimento al latte) e non sia necessario un elenco degli ingredienti allora la sostanza non va indicata in etichetta. Se il marchio o il riferimento di commercializzazione non fa chiaro riferimento alla sostanza allora l'informazione andrà fornita ad esempio attraverso denominazione descrittiva (es. Ambert che è denominazione commerciale va integrato con formaggio blu ecc..) da porre come previsto accanto. Se l'elenco degli ingredienti viene fornito lo stesso su base volontaria allora diventa obbligatorio evidenziare anche la sostanza allergenica.

 

E' in ogni caso possibile ripetere su base volontaria le indicazioni sulle sostanze di cui all'allegato II anche in altre parti dell'etichetta utilizzando la dicitura "contiene".

E se l'alimento non è preimballato?

Se l'alimento è offerto sfuso o preincartato (preimballato per la vendita diretta) al consumatore/cliente gli Stati membri possono adottare disposizioni nazionali concernenti i mezzi con i quali le indicazioni o loro elementi devono essere resi disponibili e, eventualmente, la loro forma di espressione e presentazione. In linea di massima per consentire ai consumatori di effettuare una scelta consapevole sono ammesse tutte le tecniche di comunicazione per quanto riguarda la fornitura di informazioni sugli allergeni, ad esempio un’etichetta, altri materiali di accompagnamento o qualunque altro mezzo, compresi gli strumenti della tecnologia moderna o la comunicazione verbale (ovvero informazioni verbali verificabili).
Importante notare che secondo la precisazione, in assenza di tali misure nazionali, agli alimenti non preimballati si applicano le disposizioni del regolamento concernenti gli alimenti preimballati. Di conseguenza ai sensi dell’articolo 13  "le informazioni obbligatorie sugli alimenti sono apposte in un punto evidente in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. Esse non sono in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche o altri elementi suscettibili di interferire". Rimangono ovviamente valide le disposizioni di cui all'art. 21 del regolamento 1169 - Etichettatura di alcune sostanze o prodotti che provocano

allergie o intolleranze.

E' importante notare che non è possibile fornire informazioni sugli allergeni soltanto su richiesta del consumatore (vedi ad esempio gestione semplificata di alcune attività di somministrazione alimentare).

AGGIORNAMENTO DELL'ALLEGATO II

La Commissione precisa che per aggiornamento si intende inclusione di nuove sostanze o eventualmente anche esclusione di sostanze elencate. La direttiva 2000/13/CE prevedeva norme specifiche secondo le quali le parti interessate potevano presentare alla Commissione studi volti a dimostrare che, sulla base di prove scientifiche, taluni allergeni non possono produrre reazioni indesiderate.

 

Scarica il testo completo della Comunicazione

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