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Etichettatura e sanzioni - Prima parte

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 231 del 15 dicembre 2017 "Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 «Legge di delegazione europea 2015". Con l'occasione approfitto per fare il punto su alcune questioni.

Alimenti e HACCP - Etichettatura e sanzioni

E' uscito un altro pezzo del complesso puzzle dell'etichettatura, tra leggi comunitarie, nazionali, nazionali che andranno a decadere e sanzioni.

Nella Gazzetta Ufficiale del 08 febbraio 2018 è uscito il D.Lgs. 231/2017 circa la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Le sanzioni si aggiungono a quelle, fatte salve, del D.Lgs. 206/2005  - Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229. Inoltre vengono stabilite alcune sanzioni anche in relazione alla Direttiva 2011/91/UE che ha come oggetto le discipline o le marche che consentono di individuare la partita di una determinata derrata alimentare (leggi "lotto") più altri aspetti che trattiamo più sotto. Il decreto sarà pienamente in vigore il 09 maggio 2018, data in cui verrà archiviato il D.Lgs. 109/1992 vecchio provvedimento che in Italia gestiva la materia.

ALCUNE DEFINIZIONI UTILI

Riporto le definizioni maggiormente rilevanti e proprie del Reg. 1169/2011 per permettere una più facile comprensione di alcuni passaggi successivi:

«informazioni sugli alimenti»: le informazioni concernenti un alimento e messe a disposizione del consumatore finale mediante un’etichetta, altri materiali di accompagnamento o qualunque altro mezzo, compresi gli strumenti della tecnologia moderna o la comunicazione verbale;
«collettività»: qualunque struttura (compreso un veicolo o un banco di vendita fisso o mobile), come ristoranti, mense, scuole, ospedali e imprese di ristorazione in cui, nel quadro di un’attività imprenditoriale, sono preparati alimenti destinati al consumo immediato da parte del consumatore finale;
«alimento preimballato»: l’unità di vendita destinata a essere presentata come tale al consumatore finale e alle collettività, costituita da un alimento e dall’imballaggio in cui è stato confezionato prima di essere messo in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio, ma comunque in modo tale che il contenuto non possa essere alterato senza aprire o cambiare l’imballaggio; «alimento preimballato» non comprende gli alimenti imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta;

«ingrediente»: qualunque sostanza o prodotto, compresi gli aromi, gli additivi e gli enzimi alimentari, e qualunque costituente di un ingrediente composto utilizzato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se sotto forma modificata; i residui non sono considerati come ingredienti;
«etichetta»: qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna detto imballaggio o contenitore;

«etichettatura»: qualunque menzione, indicazione, marchio di fabbrica o commerciale, immagine o simbolo che si riferisce a un alimento e che figura su qualunque imballaggio, documento, avviso, etichetta, nastro o fascetta che accompagna o si riferisce a tale alimento;
«tecnica di comunicazione a distanza»: qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione del contratto tra dette parti.

LA RESPONSABILITA'

L'art. 2 definisce il "soggetto responsabile" come l'operatore   del   settore alimentare di cui all'articolo 8, paragrafo 1, del  regolamento,  con
il cui nome o con la  cui  ragione  sociale  è  commercializzato  il prodotto  o,  se  tale  operatore  non  e'   stabilito   nell'Unione, l'importatore avente sede nel territorio dell'Unione;  è,  altresì individuato  come  soggetto  responsabile  l'operatore  del   settore alimentare il cui nome o la cui ragione sociale siano riportati in un marchio depositato o registrato.

Articolo 8 - Reg. 1169/2011 - Responsabilità

1.   L’operatore del settore alimentare responsabile delle informazioni sugli alimenti è l’operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore nel mercato dell’Unione.

Va ricordato che il concetto di responsabilità qui richiamato è relativo alle sole informazioni sugli alimenti al consumatore, in altri provvedimenti va ricercata ivece la responsabilità per violazioni sulla disciplina igienica e di sicurezza (vedi ad esempio art. 17 del Reg. 178/2002.

L'aspetto "commercializzazione" merita fare qualche specifica in più secondo diverse casistiche:

  • vi sono esempi in cui il nome del produttore è anche nome del prodotto (es. Coca Cola) o comunque il nome del prodotto contiene il nome del produttore. Univoco il collegamento in tal caso;
  • in alcuni casi il prodotto però può presentare un riferimento ad un marchio afferente ad un grande produttore del settore che possiede più marchi registrati. In tal caso il responsabile della commercializzazione è il titolare dei marchi (es. la Nestlè);
  • ancora più complesso il caso delle cosiddette private label cioè prodotto per terzi che ne sono distributori, ad esempio prodotti a marca della grande distribuzione (Carrefour, Coop, ecc.). In tal caso il responsabile della commercializzazione è il distributore;
  • ultimo caso può capitare una mistura dei due precedenti: il prodotto riporta un marchio registrato che non è quello di un terzo distributore, ma di marchio registrato da un titolare terzo di quel marchio. In tal caso il responsabile è questo titolare del marchio.

Va da sè che l'indicazione del responsabile ai sensi dell'art. 8 è tutt'altro che scontata e va ponderata con attenzione essendo informazione obbligatoria in etichetta.

Violazione delle pratiche leali

Art. 3 - La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 7 del regolamento sulle pratiche leali d'informazione comporta per l'operatore del settore alimentare l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 3.000 euro a 24.000 euro.

Articolo 7 - Reg. 1169/2011 - Pratiche leali d’informazione

Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare:

  1. per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in particolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione;
  2. attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede;
  3. suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive;
  4. suggerendo, tramite l’aspetto, la descrizione o le illustrazioni, la presenza di un particolare alimento o di un ingrediente, mentre di fatto un componente naturalmente presente o un ingrediente normalmente utilizzato in tale alimento è stato sostituito con un diverso componente o un diverso ingrediente;

Le informazioni sugli alimenti sono precise, chiare e facilmente comprensibili per il consumatore.

Fatte salve le deroghe previste dalla legislazione dell’Unione in materia di acque minerali naturali e alimenti destinati a un particolare utilizzo nutrizionale, le informazioni sugli alimenti non attribuiscono a tali prodotti la proprietà di prevenire, trattare o guarire una malattia umana, né fanno riferimento a tali proprietà

I paragrafi 1, 2 e 3 si applicano anche:

  1. alla pubblicità;
  2. alla presentazione degli alimenti, in particolare forma, aspetto o imballaggio, materiale d’imballaggio utilizzato, modo in cui sono disposti o contesto nel quale sono esposti.

La Corte di Cassazione ha stabilito che risulta violazione delle pratiche commerciali leali nei confronti del consumatore anche l'utilizzo improprio di un marchio come ad esempio vendere prodotti con indicazione di biologico prodotti "convenzionali".

violazione degli obblighi informativi

Art. 4 punto 1. Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore del settore alimentare diverso dal soggetto responsabile di cui all'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento, il quale, in violazione delle disposizioni di cui al medesimo paragrafo 3, fornisce alimenti di cui conosce o presume, in base alle informazioni in suo possesso in qualita' di professionista, la non conformita' alla normativa in materia di informazioni sugli alimenti applicabile e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali, e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 4.000 euro.

Articolo 8 - Reg. 1169/2011 - Responsabilità
Punto 3. Gli operatori del settore alimentare che non influiscono sulle informazioni relative agli alimenti non forniscono alimenti di cui conoscono o presumono, in base alle informazioni in loro possesso in qualità di professionisti, la non conformità alla normativa in materia di informazioni sugli alimenti applicabile e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali.

Art. 4 punto 2. Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore del settore alimentare che modifica le informazioni che accompagnano un alimento in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento, e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.000 euro a 16.000 euro.

Articolo 8 - Reg. 1169/2011 - Responsabilità
Punto 4. Gli operatori del settore alimentare, nell’ambito delle imprese che controllano, non modificano le informazioni che accompagnano un alimento se tale modifica può indurre in errore il consumatore finale o ridurre in qualunque altro modo il livello di protezione dei consumatori e le possibilità del consumatore finale di effettuare scelte consapevoli. Gli operatori del settore alimentare sono responsabili delle eventuali modifiche da essi apportate alle informazioni sugli alimenti che accompagnano il prodotto stesso.

Art. 4 punto 3. Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore del settore alimentare che, in violazione dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento, non assicura che le informazioni sugli alimenti non preimballati siano trasmesse all'operatore del settore alimentare che riceve tali prodotti e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro. 

Articolo 8 - Reg. 1169/2011 - Responsabilità
Punto 6. Gli operatori del settore alimentare, nell’ambito delle imprese che controllano, assicurano che le informazioni sugli alimenti non preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività siano trasmesse all’operatore del settore alimentare che riceve tali prodotti, in modo che le informazioni obbligatorie sugli alimenti siano fornite, ove richiesto, al consumatore finale.

Art 4 punto 4. Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore del settore alimentare che viola le disposizioni relative alla fornitura delle indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 8, paragrafo 7, primo comma, del regolamento, e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro. La medesima sanzione si applica per le violazioni delle disposizioni di cui all'articolo 8, paragrafo 7, secondo comma, del regolamento, nel caso in cui le indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 8, paragrafo 7, primo comma, siano state riportate solo sul documento commerciale.

Articolo 8 - Reg. 1169/2011 - Responsabilità

Punto 7. Nei seguenti casi gli operatori del settore alimentare, nell’ambito delle imprese che controllano, assicurano che le indicazioni obbligatorie richieste in virtù degli articoli 9 e 10 appaiano sul preimballaggio o su un’etichetta a esso apposta oppure sui documenti commerciali che si riferiscono a tale prodotto se si può garantire che tali documenti accompagnano l’alimento cui si riferiscono o sono stati inviati prima o contemporaneamente alla consegna:

  • quando l’alimento preimballato è destinato al consumatore finale, ma commercializzato in una fase precedente alla vendita al consumatore finale e quando in questa fase non vi è vendita a una collettività;
  • quando l’alimento preimballato è destinato a essere fornito a collettività per esservi preparato, trasformato, frazionato o tagliato.

In deroga al primo comma, gli operatori del settore alimentare assicurano che le indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettere a), f), g) e h), figurino anche sull’imballaggio esterno nel quale gli alimenti preimballati sono presentati al momento della commercializzazione.

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Le informazioni di cui all'articolo 9 punto 1 sono:

a) la denominazione dell’alimento;
b) l’elenco degli ingredienti;
c) qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell’allegato II o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;
d) la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
e) la quantità netta dell’alimento;
f) il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
g) le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
h) il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, paragrafo 1;
i) il paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto all’articolo 26;
j) le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
k) per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
l) una dichiarazione nutrizionale.

Le informazioni di cui invece all'articolo 10 sono quelle previste dall'allegato III del regolamento (e che possono variare nel corso del tempo in virtù del progresso scientifico o di altre variabili). Si tratta ad esempio di diciture come "conservato in atmosfera protettiva" oppure  "elevato tenore di caffeina" o "contiene liquirizia" e ancora la data di congelamento per le preparazioni di carne.

La nozione di "etichetta" è definita come qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull'imballaggio o sul contenitore di un alimento.  Le etichette devono essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. Le informazioni obbligatorie sugli alimenti non devono essere in alcun modo nascoste,  oscurate,  limitate  o  separate  da  altre  indicazioni  scritte  o  grafiche  o  altri elementi suscettibili di interferire. Può essere utilizzato qualunque tipo di etichetta considerato conforme  ai  criteri sopraindicati. Le etichette amovibili sono esaminate caso per caso al fine di determinare se  esse  rispettano  i  requisiti  generali  in  materia  di  messa  a  disposizione  e  di posizionamento delle informazioni obbligatorie.

Non  è  necessario  che  gli  articoli  imballati  individualmente  siano  soggetti  agli stessi requisiti di etichettatura. Tuttavia, se il grossista o il dettagliante decide di vendere questi articoli al consumatore finale, deve fare in modo che le indicazioni obbligatorie richieste a norma degli articoli 9 e 10 del regolamento figurino su ciascuno di essi, basandosi sulle informazioni che appaiono sul preimballaggio, sull'etichetta ad esso apposta o sui documenti commerciali che lo accompagnano.

Per gli imballaggi multipli destinati a essere venduti  a  collettività e  comprendenti  articoli  imballati  individualmente,  le  indicazioni  obbligatorie  devono  apparire  direttamente sull'imballaggio multiplo  o su un'etichetta ad esso apposta.  Tuttavia, se gli articoli imballati individualmente (nell'imballaggio multiplo) sono unità di vendita destinate al consumatore finale, le informazioni obbligatorie  devono figurare anche su ciascun articolo.  Nel caso in cui la superficie maggiore di questi singoli articoli misuri meno di 10 cm
quadrati, sono obbligatorie sull'imballaggio o sull'etichetta solo le seguenti informazioni: 

  • la denominazione dell'alimento;
  • qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell'allegato II, o derivato da una sostanza o prodotto elencati in detto allegato, che provochi  allergie  o intolleranze, usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e che sia ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;
  • la quantità netta dell'alimento;
  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza. 

L'elenco degli ingredienti deve essere fornito utilizzando altri mezzi o essere messo a disposizione del consumatore su sua richiesta.  Le porzioni individuali (ad esempio di confettura, di miele o di mostarda) presentate ai clienti in alcuni esercizi come parte integrante del pasto non sono considerate come unità di vendita.  In  questo  caso,  le informazioni devono pertanto figurare unicamente nell'imballaggio multiplo.  (N.B.  In  ogni  caso,  le  informazioni  obbligatorie  relative  agli allergeni  devono  essere messe a disposizione del consumatore finale).

VIOLAZIONE DELLE DISPOSIZIONI SULLE INFORMAZIONI OBBLIGATORIE E RELATIVE MODALITA' DI ESPRESSIONE

Art. 5 punto 1. Salvo che il fatto costituisca reato, la mancata apposizione delle indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), del regolamento relativa alle sostanze che possono provocare allergie o intolleranze, fatte salve le deroghe previste dal medesimo regolamento, comporta l'applicazione al soggetto responsabile della sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 5.000 euro a 40.000 euro. La sanzione non si applica nel caso in cui il soggetto responsabile abbia avviato le procedure previste dall'articolo 19 del regolamento (UE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, prima dell'accertamento della violazione da parte dell'autorita' di controllo. 

Articolo 9 - Reg. 1169/2011 - Elenco delle indicazioni obbligatorie

Punto 1 lettera c). qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell’allegato II o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;

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L'allegato II riporta le seguenti sostanze (elenco modificabile al migliorare ed avanzare delle conoscenze scientifiche):

  1. Cereali contenenti glutine, cioè: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, tranne:
    1. sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio (1);
    2. maltodestrine a base di grano (1);
    3. sciroppi di glucosio a base di orzo;
    4. cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;
  2. Crostacei e prodotti a base di crostacei.
  3. Uova e prodotti a base di uova.
  4. Pesce e prodotti a base di pesce, tranne:
    1. gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;
    2. gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino;
  5. Arachidi e prodotti a base di arachidi.
  6. Soia e prodotti a base di soia, tranne:
    1. olio e grasso di soia raffinato (1);
    2. tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia;
    3. oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;
    4. estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia;
  7. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne:
    1. siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;
    2. lattiolo;
  8. Frutta a guscio, vale a dire: mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci di pecan [Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch], noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia ternifolia), e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
  9. Sedano e prodotti a base di sedano.
  10. Senape e prodotti a base di senape.
  11. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.
  12. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti.
  13. Lupini e prodotti a base di lupini.
  14. Molluschi e prodotti a base di molluschi.

(1) La segnalazione vale per tuti i prodotti derivati, nella misura in cui la trasformazione che hanno subito non è suscettibile di elevare il livello di allergenicità valutato dall’Autorità per il prodotto di base da cui sono derivati.

Gli Stati membri possono adottare misure nazionali concernenti le modalità secondo le quali devono essere comunicate le informazioni sugli allergeni.

Nell'elenco degli ingredienti, gli operatori del settore alimentare devono mettere in evidenza il nome della sostanza o del prodotto elencato nell'allegato II del regolamento. Di conseguenza, deve essere evidenziata solo la parte del nome dell'ingrediente corrispondente a queste sostanze o prodotti. Tuttavia, per motivi pratici, anche la messa in evidenza dell'intera denomina zione è considerata conforme alle prescrizioni legali. Se tutti gli ingredienti di un alimento sono sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze,  essi  devono  essere  citati  nell'elenco  degli  ingredienti  e  devono  essere evidenziati. 

Anche in mancanza di un elenco degli ingredienti (es. imballaggio o contenitore di superficie  inferiore  a  10cm quadrati) è obbligatoria l'indicazione della presenza nell'alimento in questione di sostanze o di prodotti che provocano allergie o intolleranze. Essa deve comprendere il termine "contiene" seguito dal nome di tale sostanza o prodotto. 

E' molto importante notare invece che non è assolutamente previsto che le informazioni sugli allergeni e le sostanze che provocano intolleranza siano comunicate solamente su richiesta del cliente! Cosa che invece magari, sopratutto nei piccoli esercizi o nella ristorazione commerciale si è tentati di fare. Va notato che la Commissione esclude esplicitamente l'informazione su richiesta del consumatore non valutandolo come "mezzo atto a fornire informazioni" quindi non sarebbe conforme alle prescrizioni nemmeno in presenza di disposizioni nazionali in tal senso. Tuttavia è accettabile fornire le informazioni su richiesta se l'operatore comunica ai clienti/utenti in posizione evidente e in forma chiara che tali disposizioni sono acquisibili facendone richiesta.

Il responsabile può anche ricorrere a mezzi complessi e tecnologici per fornire tali informazioni (ad esempio l'uso di tecnologie digitali come i QR code), tuttavia nel rispetto dei principi generali (informazioni facilmente  visibili,  chiaramente  leggibili  ed  eventualmente indelebili) devono essere fornite per iscritto e risultare da un documento scritto. Sulle informazioni specifiche invece per quanto riguarda gli allergeni e le modalità di gestione abbiamo parlato in questo articolo.

Art. 5 punto 2. Salvo che il fatto costituisca reato, la mancata apposizione  di una o piu' delle altre indicazioni obbligatorie di  cui  all'articolo
9, paragrafo 1, del regolamento, diverse da quelle del comma 1  e  di cui all'articolo 10, paragrafo 1, e  all'allegato  III  del  medesimo regolamento,  fatte  salve  le   deroghe   ivi   previste,   comporta l'applicazione al soggetto responsabile della sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 3.000 euro a 24.000 euro. La mancata apposizione dell'indicazione di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera g), comporta l'applicazione al soggetto responsabile della sanzione amministrativa  di  cui  al  periodo  precedente  quando  le condizioni particolari di conservazione o le  condizioni  di  impiego siano richieste dalla natura o dalle caratteristiche dell'alimento.

Art. 5 punto 3. L'indicazione in etichetta del nome, ragione sociale e indirizzo del produttore o confezionatore  in  luogo,  se  diverso,  del  nome, ragione  sociale  ed  indirizzo  del  soggetto  responsabile,   quale specifica violazione dell'obbligo di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera h), del  regolamento,  comporta  l'applicazione  al  soggetto responsabile della medesima sanzione amministrativa di cui  al  comma 2.

Art. 6. La mancata  osservanza  delle  modalità  di  espressione  delle indicazioni obbligatorie come prescritte all'articolo 9, paragrafi  2 e 3, nonché delle condizioni di presentazione  e  di  posizionamento delle indicazioni obbligatorie  di  cui  agli  articoli  12  e  13  e dell'allegato IV del regolamento, comporta l'applicazione al soggetto responsabile della sanzione amministrativa pecuniaria  del  pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro.

Articolo 9 - Reg. 1169/2011 - Elenco delle indicazioni obbligatorie
Punto 2. Le indicazioni di cui al paragrafo 1 (le indicazioni obbligatorie già viste NdR) sono espresse mediante parole e numeri. Fatto salvo l’articolo 35, esse possono in aggiunta essere espresse attraverso pittogrammi o simboli.

Punto 3.   Se la Commissione adotta atti delegati e di esecuzione di cui al presente articolo, segnatamente quelli di cui al paragrafo 1, esse possono essere in alternativa espresse attraverso pittogrammi o simboli invece che parole e numeri.

---Importante ricordare, sopratutto per le soluzioni creative e originali che si potrebbero configurare in mancanza di spazio che, per  quanto  riguarda  le  "istruzioni  per  l'uso" devono essere espresse mediante parole e cifre. Il ricorso a pittogrammi o a simboli costituisce solo un mezzo di espressione complementare.  Eventuali simboli o pittogrammi adatti a questo scopo potranno essere in futuro autorizzati dalla Commissione Europea e normati con appositi provvedimenti.

Art. 7. Salvo che  il  fatto  costituisca  reato,  la  violazione  delle disposizioni relative alla vendita a distanza di cui all'articolo  14 del regolamento  comporta  l'applicazione  al  soggetto  responsabile della sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di  una  somma da 2.000 euro a 16.000 euro.

Articolo 14 - Reg. 1169/2011 - Vendita a distanza

Punto 1. Fatti salvi i requisiti d’informazione previsti dall’articolo 9, per gli alimenti preimballati messi in vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza:

a) le informazioni obbligatorie sugli alimenti, a eccezione delle indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera f), sono disponibili prima della conclusione dell’acquisto e appaiono sul supporto della vendita a distanza o sono fornite mediante qualunque altro mezzo adeguato chiaramente individuato dall’operatore del settore alimentare. Quando si usano altri mezzi adeguati, le informazioni obbligatorie sugli alimenti sono fornite senza che l’operatore del settore alimentare imponga costi supplementari ai consumatori;

b) tutte le indicazioni obbligatorie sono disponibili al momento della consegna;

Punto 2. Nel caso di alimenti non preimballati messi in vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza, le indicazioni richieste a norma dell’articolo 44 sono rese disponibili ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo.
Punto 3. Il paragrafo 1, lettera a), non si applica agli alimenti messi in vendita tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati.

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L'operatore  del  settore  alimentare  responsabile  delle  informazioni  sugli  alimenti  è l'operatore sotto il nome o la ragione sociale del quale l'alimento è commercializzato. Tale operatore deve garantire la presenza e l'esattezza delle informazioni fornite.  Per i prodotti proposti alla vendita mediante una tecnica di comunicazione a distanza, la responsabilità  di  fornire  le  informazioni  obbligatorie  su  questi  alimenti  prima  della conclusione dell'acquisto incombe al proprietario del sito web.

Le informazioni da fornire sono:

  • Alimenti preimballati - Prima  della  conclusione  dell'acquisto, l'operatore responsabile deve comunicare tutte  le  informazioni  obbligatorie  sugli  alimenti, tranne il termine  minimo  di conservazione o la data di scadenza. Inoltre, l'operatore deve fornire, al  momento  della  consegna, tutte le indicazioni obbligatorie (compreso il termine minimo di conservazione o la data di scadenza). 
  • Alimenti non preimballati - L'operatore  del  settore  alimentare  è  tenuto  a  comunicare  solo  le  informazioni relative agli allergeni, a meno che le misure nazionali richiedano diversamente. Le informazioni relative agli allergeni o qualunque altra indicazione richiesta  dalla  legislazione  nazionale  devono  essere  fornite prima  della  conclusione dell'acquisto e  devono  figurare  sul  supporto  della  vendita  a  distanza  o  devono essere trasmesse utilizzando qualunque altro mezzo adeguato chiaramente precisato dall'operatore del settore alimentare senza spese supplementari per il consumatore finale e devono poi essere fornite al momento della consegna

Si noti come tra le informazioni obbligatorie qui non vi sia menzione del numero di lotto o partita, in una vendita a distanza questa non è un'informazione che sia necessario fornire all'acquirente in quanto non si tratta di una informazione a lui destinata. Si  tratta  principalmente  di  uno strumento di tracciabilità che non ha alcun impatto sulla scelta  del  consumatore.  In quanto tale, e nel contesto di un approccio pragmatico, non è obbligatorio menzionare questa informazione prima della conclusione dell'acquisto

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